Passione è un viaggio. Un viaggio nella storia della canzone napoletana, un viaggio che racconta dei suoi autori, attraverso le loro storie, i loro sentimenti che sono la radice della loro poetica che, incontrando poi la musica, hanno creato dei veri e propri capolavori conosciuti in tutto il mondo. Questo progetto nato dal magico e poetico connubio di Maurizio de Giovanni con Marco Zurzolo, è un omaggio alla musica napoletana ed ai suoi autori e nasce dalla voglia di condividerne la poesia e la magia che rende infinitamente grato ed orgoglioso chiunque sia nato in questa meravigliosa terra.
«Divulghiamo a teatro la nostra cultura e le tradizioni, altrimenti scompaiono. Si parla poco della canzone napoletana classica e della sua genesi. La mia generazione e quella successiva conoscono ancora i classici, ma un ragazzo ventenne forse no».
Con queste parole Maurizio de Giovanni introduce “Passione”, il recital musicale che lo vede protagonista in coppia con il sassofonista Marco Zurzolo. Uno spettacolo che si snoda tra versi, sentimenti e racconti personali degli autori dei più grandi classici della tradizione napoletana, da Libero Bovio a Salvatore di Giacomo.
Il racconto si completa con la cornice storica nella quale sono nati capolavori indimenticabili come “Reginella”di Bovio, o “Marì Marì”, “I’te Vurria vasà” e “Torna Maggio” di Vincenzo Russo.
«Queste tre canzoni, per esempio – spiega de Giovanni – sono ispirate da una finestra con la donna amata al secondo piano, tutte e tre dicono la stessa cosa. Vincenzo Russo guardava questa finestra da un basso e componeva le sue poesie per la ragazza, con la quale non poteva neanche parlare perché di estrazione sociale diversa, pensate che struggimento. O l’amore di Salvatore Di Giacomo per Elisa Avigliano, nascosto e contrastato per quasi dieci anni, prima del matrimonio, dalla mamma del poeta. Perché di poeti parliamo, prima dei parolieri erano i poeti a scrivere le canzoni».
Sul palco, lo scrittore napoletano è affiancato da Marco Zurzolo al sassofono, dalla cantante Marianita Carfora, Carlo Fimiani alla chitarra, Umberto Lepore al contrabbasso, regia di Grazia Cappabianca. Uno spettacolo vivo che si rinnova continuamente:
«Facciamo ogni sera 12 o 15 canzoni, dipende dai bis. Ma sono centinaia le melodie che potremmo raccontare: tanti autori napoletani hanno narrato l’amore, la sofferenza, la gelosia o la gioia per l’amata. È fondamentale non perdere questo patrimonio».
Si tratta di un viaggio nel cuore di Napoli, nel suo lato più intimo: un omaggio a una città unica, capace di regalare emozioni e passioni come nessun altro luogo al mondo. Maurizio de Giovanni darà voce all’anima della canzone napoletana, mescolando storie, sentimenti e melodie che hanno reso famosa la musica partenopea nel mondo. Le parole si sono unite alla perfezione con le note di un raffinato ensemble musicale, dando vita a uno spettacolo davvero emozionante.

