La storia critica de L’Avaro, nei secoli si è divisa tra coloro che considerano la commedia un’opera comico farsesca con un buffone al centro della vicenda e quelli che vi leggono una componente seria che nel personaggio di Arpagone sfiora quasi il tragico. Anche nella riscrittura di Ugo Chiti, Arpagone, resta personaggio centrale assoluto, mantenendo quelle caratteristiche come la sua avidità di denaro che lo induce a trasformare ogni occasione in fonte di guadagno, persino i figli.
Arpagone, dunque, protagonista tragicomico mette in mostra tutte le “miserie” di un uomo che vive al fine di accumulare beni e denaro, non per migliorare la sua vita ma esclusivamente per goderne del possesso. Arpagone vive per il suo denaro. Possederlo è ragione di vita e di esistenza. Il non averlo è il nulla, il buio. “Senza di te…sono morto…il mio sangue…la mia vita…”