In Pueblo il narratore sta alla finestra e immagina le storie delle persone senza conoscerle, un po’ come fanno gli scrittori, sia quelli che cercano di capire come funziona il mondo, sia quelli che cercano di capire come funzionano nel mondo.
Ancora una volta Ascanio Celestini ci trascina tra le chiacchiere di questi disperati, che poi disperati non sono se non agli occhi altrui, e ci restituisce un mondo fatto di povertà ma anche di rara bellezza, di ignoranza ma anche di atavica saggezza, e come nel miracolo finale di Laika anche qui si assisterà a prodigi straordinari che nessuno noterà.