Volevo fare la DJ

13.07.2026
13.07.2026
ORE 21:30
INGRESSO: GRATUITO
volevo fare la dj_locandina x sito

Sono nata e cresciuta in un piccolo paese di provincia. Sinalunga. Provincia di Siena.
Da piccola ero certa di vivere nel paese più ” ganzo ” del mondo. Da adolescente ho scoperto di vivere nel posto più noioso del mondo: 7 chiese, 9 bar, 1 cinema e nebbia, tanta tanta tanta nebbia.
Per andare a scuola mi svegliavo alle 5:45. Mi vestivo al freddo perché ancora non avevamo il riscaldamento ma una piccola stufa a legna che a quell’ora era ancora spenta perché nessuno si sognava di alzarsi alle quattro e trenta affinché io potessi riscaldarmi. Mi vestivo al freddo, bevevo un te al volo, uscivo di casa quando i lampioni della strada erano ancora accesi, arrivavo in stazione assonnata ed infreddolita, e prima di salire sulla “littorina” delle 6:35 buttavo un occhio all’unico manifesto, di luoghi a me sconosciuti, appeso su una delle pareti della piccola sala d’attesa che come arredo aveva una panca, una stufa a legna, spenta, e quel manifesto. Io lo guardavo e nella mia testa partiva ” Poster ” di Claudio Baglioni.
Dopo di che salivo sul treno di pessimo umore. Per l’orario, il buio, il freddo, il te che mi “sciacquettava” nello stomaco ma sopratutto perché a me Claudio Baglioni faceva schifo! E non è servito neanche Fabio Fazio per sdoganarlo. A me continua a fare schifo!
Ma in quegli anni il cantante andava per la maggiore e non c’era radio o jokebox che non suonasse la sua musica e quel poster tutte le mattine mi ricordava che io volevo andarmene via, lontano… lontano… proprio come nella canzone di Baglioni. Ancora oggi se mi capita di sentire “Poster” la mia mente torna là, a quelle mattine buie e nebbiose e a quel doloroso desiderio di andarmene via.

Non sempre i brani della colonna sonora della mia vita li ho scelti io. Mi possono anche fare un po’ schifo ma non posso far finta che non siano nella mia memoria! Posso anche urlare al mondo intero: “Io da adolescente ascoltavo solo De André!” ma so che molti ricordi sono legati a note, ritornelli e fraseggi che vorrei solo dimenticare ancor più della nebbia e di quella stazione.
Tra dischi in vinile, note e parole, ripercorreremo piccoli e grandi momenti della nostra storia.

Non disprezzate la cattiva musica. Il suo posto è nullo nella storia dell’arte, ma immenso nella storia sentimentale della società.
MARCEL PROUST

di e con Anna Meacci

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