Andrea Pennacchi porta sul palco Ruzante per parlare di amore e tradimenti, mescolando commedia e tragedia. Nel dialetto pavano Bilora vuol dire “donnola”. Un piccolo predatore, proprio come il mezzo criminale protagonista di Predatori di pianura. Bilora è costretto a migrare nella grande metropoli di Venezia per amore, almeno così dice, perché un ricco gli ha rubato la “femmina” che è “sua di proprietà”. Le cose non possono che finire male in questo spettacolo capace di far ridere in modo amaro, ma che vuole essere un omaggio ad un autore pavano nella lingua ma universale nei racconti.
